Centrostorico Enti Pubblici e Politica Quartieri Senza categoria Vivibilità 

Ordinanze anti alcol, il Comune costituisce l’osservatorio e parte con gli aggiustamenti

Il Comune costituisce l’osservatorio della vivibilità previsto dal regolamento approvato dal consiglio comunale, lo annunciano sia l’assessore comunale alla legalità Elena Fiorini sia l’assessore al centro storico e alle attività produttive Emanuele Piazza. I provvedimenti saranno oggetto dei necessari aggiustamenti, ma non devono perdere la propria validità

Salita Pollaiuoli

di Monica Di Carlo

Martedì gli assessori incontreranno le associazioni che rappresentano i circoli, ma il dialogo, spiega Emanuele Piazza, va riaperto già domani con le associazioni di categoria, in modo che si possano effettuare quegli aggiustamenti che consentano alle ordinanze di raggiungere gli obiettivi senza penalizzare troppo le imprese.
Insomma, partono gli aggiustamenti, che non possono stravolgere le ordinanze, ma consentiranno di modularle in modo da minimizzare i disagi alle aziende e ai circoli che lavorano per la movida sostenibile senza, però, impedire il funzionamento degli strumenti che devono intervenire su imprese e circoli che portano degrado.

<L’ordinanza è uno strumento flessibile per sua natura – spiega l’assessore -. Sulla cornice dei provvedimenti sulla vivibilità, il regolamento costruito con le associazioni di categoria e approvato dal consiglio comunale, sono tutti d’accordo. Le ordinanze sono strumenti nelle mani del Sindaco per decidere altre misure per zone con problemi particolari. L’osservatorio è previsto e ora lo facciamo partire. Bisogna pensare ad esempio quali azioni possono essere intraprese per intervenire sugli atteggiamenti delle giovani generazioni. Se tra tre o quattro mesi potremo togliere le ordinanze saremo le persone più felici al mondo>.
<L’ordinanza – continua Piazza – è lo strumento flessibile per eccellenza, non un dogma e nessuno vuole mortificare il commercio e il divertimento, ma bisogna anche tener conto del diritto al riposo dei residenti. Scene come persone che si dividono la cocaina in mezzo all’altra gente che passa, le risse, lo spaccio delle “pasticche” non si devono più vedere. Bisogna fare un patto tra tutti i soggetti che hanno a che fare con la movida. Sappiamo di aver chiesto un sacrificio, più siamo coesi più il risultato si otterrà in tempi rapidi. Abbiamo scelto di lasciare una settimana agli esercenti, avviando una campagna di informazione da parte della polizia municipale. Lo abbiamo fatto proprio per permettere alle aziende di adeguarsi, per evitare che le aziende incappassero nelle sanzioni perché non conoscevano le regole. Non c’è alcuna volontà punitiva nei confronti di chi fa correttamente il proprio lavoro>.

La prima modifica all’ordinanza del centro storico (ma l’osservatorio riguarderà ovviamente anche quella di Sampierdarena) riguarda l’inserimento nella “zona rossa” dei chioschi di via della Mercanzia, vicino a Palazzo San Giorgio, davanti all’Expo, che erano stati dimenticati nella mappatura. <Il Porto Antico non è abitato come il centro storico – aggiunge Piazza – e i locali non possono certo assorbire tutta la movida. L’Expo non è uno sfogo infinito. Il problema del centro storico è che la presenza di una grande quantità di persone fa diventare la zona invivibile>.

Al di là dei problemi causati da alcuni locali, da alcuni artigiani alimentari e da alcuni mini market, esistono quelli determinati dai ragazzi che scendono nel centro storico anche quando tutte le saracinesche sono calate, spesso portando con sé l’alcol. <Serve il controllo coordinato con le altre forze di polizia – dice Piazza -, non solo sui fenomeni criminali veri e propri, che spettano a carabinieri, polizia e finanza (la polizia municipale non ha competenze sull’ordine pubblico n. d. r.), ma anche sui comportamenti di chi viola le regole di convivenza. Chi crea problemi ha finito per pensare che il centro storico sia un luogo non controllato e che si possa fare lì tutto quello che altrove non è concesso. Invece, bisogna togliere dalla testa di tutti che il centro storico sia una zona franca e questo vale anche per Sampierdarena. Bisogna cambiare la mentalità e i primi a doverlo fare siamo noi, come istituzioni, perché bisogna smetterla di mortificare il territorio. I provvedimenti hanno delle debolezze, sicuramente sì, si possono migliorare. Lo sforzo, attraverso l’osservatorio, sarà proprio quello. Già oggi i controlli si vedono e non sono mirati a chiudere le aziende. Da parte nostra c’è la massima disponibilità, ma va verificata la comunità di obiettivi con tutti i soggetti coinvolti. Poi, gli strumenti vanno verificati. Non è che in un giorno possa andare tutto a posto. A settembre, poi, si potrà fare la verifica>. E, se i risultati saranno stati ottenuti, cancellare le ordinanze.

 

Related posts